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Noi non lavoriamo 4 ore la settimana

Timothy Ferriss ha scritto un manuale che insegna i segreti per cavarsela lavorando solo 4 ore alla settimana. E "The 4-hour workweek" è diventato un bestseller. Me ne parlava sorridendo Mauro Del Rio con molta curiosità e una certa ammirazione.

Come riporta Alex Williams sul New York Times, questo concetto piace anche a manager e imprenditori. Come Jason Hoffman, co-fondatore di Joyent, che progetta e realizza software basato sul web per piccole aziende. E per condurre i suoi collaboratori a una vita più armonica, ha chiesto loro di ridurre tra l’altro l’uso della mail, dei sistemi di messaggistica istantanea e degli altri sistemi di comunicazione che inducono a forme di multitasking che tendono a invadere ogni angolo della vita dei professionisti.

Anche alla Vodafone avevano tentato di imporre restrizioni all’orario di lavoro per spingere i collaboratori a coltivare i loro interessi extralavorativi. Si dice che volessero addirittura spegnere forzosamente la luce a una certa ora della sera. Ma questa, pare, sia rimasta un’idea.

E’ vero peraltro che soprattutto nei lavori professionalmente coinvolgenti, il confine tra tempo occupato e tempo libero è completamente saltato. E i media digitali aiutano ad abbattere ogni muro residuo in proposito. E’ chiaro che la soluzione è quella di salvaguardare la "biodiversità" dei pensieri…