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Fedele incredulità

I fatti della Sapienza sono una sorta di ossimoro: come "fedele incredulità". Non li riassumo, li linko.

La cultura scientifica è soprattutto il metodo scientifico. Del quale fa certamente parte il fondamento fattuale delle ipotesi e la logica nel trattamento interpretativo. L'epistemologia è chiaramente un tema evolutivo. E Feyerabend ne è stato un episodio che comunque il cardinale Ratzinger non ha certamente male interpretato citandone il giudizio sul giudizio su Galileo. Anche perché l'allora papa ha poi promesso che "mai più" la Chiesa si sarebbe imbaracata in un'azione come la persecuzione di un uomo come Galileo.

Dunque, da un lato, è pienamente comprensibile che la fedeltà al metodo scientifico abbia provocato incredulità nei confronti di ciò che dice un capo religioso. Ma, dall'altro lato, non è comprensibile come l'incredulità metodologica della scienza abbia provocato una fedeltà tanto integralista da condurre una parte degli scienziati della Sapienza a rifiutare la tribuna concessa al papa nella loro sede universitaria.

Sono convinto che uno scontro di integralismi non giovi alla scienza quanto ai suoi avversari culturali.

E poi, ascoltare è raccogliere fatti. Se tra questi fatti ci fosse l'apertura del tempio della scienza alla parola del suo avversario, ovviamente senza reciprocità, l'interpretazione più logica sarebbe che la scienza si dimostra più ecumenica della cultura che ha inventato quella meravigliosa parola ma pare poco intenzionata a valorizzarla.

E invece la scelta di sostenere il rifiuto all'intervento papale alla Sapienza, inopinatamente, fa apparire alcuni rappresentanti importanti della comunità scientifica come persone condotte da giudizi aprioristici o dall'esasperazione, non dall'atteggiamento aperto del ricercatore che costituisce la loro vera forza culturale. Imho.

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Commenti

Se alla Sapienza parlassero ufficialmente solo i paladini della scienza, la metà dei docenti dovrebbe tornare a casa!

E poi la scienza non è apertura mentale verso qualsiasi apporto esterno? Non è, come minimo, curiosità?

Qui torniamo all'Oscurantismo: scientifico, però (o pseudo-tale).

non capisco perché dici "ovviamente senza reciprocità". ovvio che la reciprocità tra tempio religioso e tempio metaforico, quale è l'università, non può esserci: non mi immagino una lezione di ateismo a san pietro, per quanto le famose "cattedre dei non credenti" (cose che non mi hanno mai esaltato) si siano tenute anche in luoghi sacri. ma per il resto non faccio fatica a figurarmi un ascolto delle ragioni vere degli altri, e avviene nelle università cattoliche di tutto il mondo.
è proprio l'interpretazione del fatto come "invasione di un campo avverso" che non regge. il papa va in visita a un ateneo come può andare in visita a qualunque luogo in cui si svolga la vita e il lavoro degli uomini. se qualcuno la vive come "invasione", problemi suoi...

non capisco perché dici "ovviamente senza reciprocità". ovvio che la reciprocità tra tempio religioso e tempio metaforico, quale è l'università, non può esserci: non mi immagino una lezione di ateismo a san pietro, per quanto le famose "cattedre dei non credenti" (cose che non mi hanno mai esaltato) si siano tenute anche in luoghi sacri. ma per il resto non faccio fatica a figurarmi un ascolto delle ragioni vere degli altri, e avviene nelle università cattoliche di tutto il mondo.
è proprio l'interpretazione del fatto come "invasione di un campo avverso" che non regge. il papa va in visita a un ateneo come può andare in visita a qualunque luogo in cui si svolga la vita e il lavoro degli uomini. se qualcuno la vive come "invasione", problemi suoi...

Vero, bisogna essere tolleranti con i cattolici. Io ad esempio non ho nulla in contrario che giungano vergini al matrimonio, si sposino davanti a Dio, facciano l'amore solo per procreare e considerino il matrimonio indissolubile.

E' esattamente come con il Dalai Lama. L'umanita' va in questa direzione. E' una questione di moda. I signori "scienziati" emereti professori di università sentono su di loro l'imposizione della "Ragione". Si sono autoproclamati portatori di verità e contezza. Una cosa che odora di già sentito, che rende le loro idee, la loro scienza molto simile a ciò cui si oppongono.

Mmmmmh, nn sono tanto d’accordo con la polemica degli universitari, soprattutto con l’attaccarsi ad una frase di oltre 15 anni fa, come se la Chiesa nel frattempo non avesse cambiato idea, come se Feyerabend non fosse un importante filosofo della scienza. Peggio ancora, mi sembra molto intollerante tutto questo: Contestare è legittimo, un po’meno impedirne la visita.

Anzi, a dir la verità, in quella frase, nell’uso degli aggettivi e del verbo, nella citazione di un pensatore come Feyerabend, ci vedo quasi quasi il germe del relativismo contro cui si scaglia proprio il Papa.
ciao
z

@Alberto Vaudagnotti: Se la scienza odora di "vecchio", allora di cosa dovrebbe odorare la religione?
Comunque sono d'accordo con chi sostiene la reciprocità:
Il Papa non può protestare ogni volta che qualcuno lo critica (e invocare più o meno velatamente censure), e poi pretendere di parlare ovunque e di qualunque cosa.
La sua visita alla Sapienza avrà un senso quando Margherita Hack potrà tenere un discorso sull'ateismo alla Cattolica. La libertà di parola monodirezionale è una fesseria.

Tutti sempre molto attenti a mostrare per benino le proprie insegne culturali senza più un minimo di umiltà nel prendere in considerazione (ascoltare e conoscere, eh, mica adottare pedissequamente) anche altri punti di vista.

Sono molto d'accordo con Luca.
Tutta questa vicenda mi sembra molto poco "scientifica", nel senso che viene affrontata in modo molto parziale, come un (probabilmente) inutile scontro portato avanti da una una scienza assolutizzata dai nolenti della Sapienza.
Sinceramente non ho ancora capito: vendetta? momentanea perdita del lume della ragione? mah...

Un autogol dei finto laici, finito davvero male.
Ma il commento qui sopra di Alessandro è davvero bellissimo: anch'io tollero che i cattolici arrivino vergini al matrimonio eccetera...ma vorrei che loro la pensassero allo stesso modo con il matromonio degli omosessuali

@marchino: questa storia del diritto di parola per uno che parla tutte le domeniche in diretta mondovisione mi sembra un po' buffa

@Angelo: non potrebbe essere una reazione a nervi scoperti e forse un po' scomposta alla continua e crescente ingerenza della Chiesa nelle istituzioni della Repubblica e nella vita politica italiana?

Ironia: anche per gli oppositori della scienza vale il 'principio di azione e reazione'.

lorenzo: che margherita hack tenga una lezione di ciò che vuole alla cattolica non mi sembra una cosa tanto improbabile.
il punto però è che non ha senso, lo ripeto, parlare di "scambio" o "reciprocità". ratzinger non sarebbe andato a fare una lezione di cristianesimo. sarebbe andato a fare una lezione universitaria sull'argomento che più riteneva consono all'occasione. è cristiano, è papa. ma è anche un cittadino europeo fornito di sufficienti titoli accademici per tenere una lezione all'università.

corrado: sinceramente non vedo l'attinenza del tuo commento con ciò di cui si sta discutendo.

@alessandro: senza reciprocità perché non mi aspetto che ci sia. purtroppo.

"fare una lezione" è un po' diverso dal tenere la lectio magistralis di inaugurazione dell'anno accademico. una furbata del rettorato che ha funzionato alla perfezione.

Ciao Luca,

sinceramente non capisco. Quando facevo il ricercatore (sono laureato in Scienze Biologiche) mi hanno insegnato che il motore della "verità" scientifica è il dubbio. Il dubbio deve essere sempre presente come unico faro che permette di capire come funzionano le cose. Quando la fisica classica non permetteva più di spiegare certi fenomeni si è aggiunta la fisica quantistica. Nessuno ha in mano la verità ma solo modelli che interpretano la realtà. Ora la chiesa cattolica si basa al contrario su un atto di fede cieca e obbediente al papa (nel caso dei protestanti questo è però messo in discussione, invitiamo anche i luterani?).

Mi domando in cosa dovrebbe consistere un vero dialogo tra queste due posizioni? Non mi è chiaro. Gli scienziati dovrebbero accantonare il metodo scientifico? La chiesa dovrebbe avere più dubbi rischiando di diventare essa stessa eretica?

Aggiungo anche per risponder a certe considerazioni di Ferrara, che la nostra specie, sottolineo specie animale e su questo non ci possono essere dubbi di sorta, è semplicemente un passaggio in una linea evolutiva che continua. Altri ominidi nostri cugini sono scomparsi. Ricordi che noi abbiamo il 98% del nostro DNA in comune con le scimmie.

Probabilmente fra 1 milione di anni o prima se si interviene l'ingegneria genetica verremo soppiantati da una specie diversa o superiore. Questo è nell'ordine naturale delle cose. Alcune specie appaiono e altre migliorano o scompaiono tutto qui e questo da milioni di anni. Vedi anche dinosauri.

Quindi quello che dice Ferrara sull'eugenetica è a dir poco ridicolo. La natura applica spietatamente le sue leggi da milioni di anni e purtroppo non c'è nessuna etica che tenga. Ogni giorno milioni di specie vengono annientate senza che nessuno se ne accorga. Le specie che sopravvivono sono solo quelle più adatte alla condizioni ambientali.

Fermara gli aborti? Gli aborti si potrebbero fermare applicando una corretta politica anticoncezionale. Proponiamo ad esempio anticoncezzionali gratuiti a tutti i cittadini del pianeta terra: preservativi e pillole. Questo fermerebbe l'Aids e diminuirebbe la pressione demografica sulla terra. La specie umana potrebbe anche scomparire e non se ne accorgerebbe nessuno, se danneggiamo questo pianeta condanneremmo le altre specie a pagare i nostri peccati e non sarebbe etico.

Ultima considerazione. Un giorno per mutazione naturale potrebbe nascere una nuova specie umana superiore in qualche caratteristica. Che faremmo allora? No fermi tutti Ferrara o la chiesa cattolica non vuole? Ti garantisco che non è fantascienza, questa cosa succede tutti i giorni ai batteri e ai nostri peggiori nemici i virus. Se qualcuno è interessato si vada a leggere i casi di tubercolosi antibiotico resistente.

scusa la lunghezza ;-)

Credo sinceramente che questo episodio alla Sapienza non sia altro che l'ennessimo effetto di tutta una situazione di malessere che sta vivendo il paese.

Il papa comunque rappresenta un qualcosa di statico che oggi come oggi si assimila poco e adatta ancor meno alle esigenze e ai problemi della nostra società.

Sono contento di quello che è accaduto. Perche' il papa NON è andato all'università, perche' gli studenti hanno manifestato per il proprio diritto a una scuola laica in uno stato laico, perche' qualcuno, professori in testa, invece di inginocchiarsi davanti al capo della chiesa cattolica, che ormai sembra il nuovo galateo, ne ha preso le distanze. Non facciamoci fregare: quando qualcuno rivendica il diritto alla non ingerenza della chiesa nella propria vita, e lo fa oltrettutto con forme di manifestazione non violenta come è accaduto ieri (occupare il rettorato è un atto simbolico, checche' ne dicano) fa qualcosa di buono per tutti. Il problema, secondo me, e' che ci costringono a pensare in categorie di neolingua, come direbbe Orwell (e i Wu Ming), per cui una manifestazione del pensiero laico diventa "politicamente inopportuna", "intolleranza" e un tizio le cui parole vengono riprese dalle testate giornalistiche di buona parte del mondo, che è citato ossessivamente dai nostri giornali, che oriente la politica del nostro paese a partire da questioni come aborto, divorzio, omosessualità, anticoncezionali, "non ha diritto di parola." Certo, in un altro paese, più laico, non ci avrei visto niente di strano che il papa andasse ad aprire l'anno accademico, in un paese dove è chiara la differenza tra istituzioni civili e chiesa, dove la ministra della salute non va alla veglia del clerical antiabortista ferrara, dove al discussione sui Dico non avesse rischiato di far affondare un governo di centrosinistra, in un paese così, dicevo, non avrei avuto problemi. Pur sapendo già che cosa il papa sarebbe andato a dire. Che la scienza deve porsi dei limiti CRISTIANI, che la ricerca deve DIFENDERE LA VITA, che bla bla bla.
Ma qui, in questo paese, cazzo, sono contento se qualcuno dice no al papa.
Il papa il suo lavoro lo sa fare bene. E' lo stato laico che il suo lavoro lo fa di merda e costringe noi cittadini a incazzarci.

bravo Dazieri, te l'appoggio (senza spingere) ;)

A parte che non son sicuro che tutte le domeniche parli in mondovisione -e poi se non si vuol ascoltarlo basta non accendere il televisore- comunqe la mia era una constatazione generale, valevole per entrambe le parti.

Grazie! secondo me il senso profondo di quello che stiamo dicendo è chiaro: tutto parte da un'offensiva vagamente - o non tanto vagamente - integralista che questo papa di sicuro non stempera con il suo richiamo alla "ragione religiosa". Fosse stato Giovanni XXIII non avrebbe probabilmente generato una reazione dello stesso tipo. Perché il suo messaggio era "ecumenismo". Perché il problema è questo, secondo me: per quale motivo si dovrebbe mettere in contrapposizione la "ragione religiosa" e il "metodo scientifico"? Dal punto di vista epistemologico non c'è alcun motivo. Il motivo è la ricorrente offensiva della "ragione religiosa" nei periodi in cui prevale un'interpretazione politica e non ecumenica. Secondo me. Sta di fatto che gli scienziati devono ancora dimostrare di saper migliorare l'efficacia della loro comunicazione. Il contenuto e la forma del messaggio non possono più viaggiare disgiunti. Ancora una volta, secondo me.

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