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Ted in soggettiva

Harry Potter Style breckfast at #TEDTEDGlobal Oxford. Un breve resumé del tutto soggettivo.Si tratta di appunti. Che tra l'altro finiscono con i semplici Tweet presi in diretta (e continuano un precedente post).

Martedì 21 luglio. Il resumé parte dalla colazione al Keble College. In una sala da Harry Potter a scuola. Durante la colazione, la cultura Ted si palesa: tutti vogliono conoscere tutti.

Si fa notare un ingegnere che sta lanciando negli Stati Uniti una banca etica (viene in mente Gandhi: gli chiesero che cosa pensasse della civiltà occidentale, rispose che sarebbe un'ottima idea).

Dopo mezza giornata di presentazioni di progetti e studi è il momento di entrare alla Playhouse. Settecento persone in coda per entrare in un teatro che ne contiene 650. Una parte del pubblico preferisce vedere tutto dalle due sale collegate
con il video in diretta. A un minuto dall'inizio del programma la fila
si muove e in cinque minuti tutti sono a posto.

700 people in line to get into #ted

La prima parte del programma è una sorta di cabaret intelligente. Alain de Button, filosofo, parla dell'ansia e del bisogno d'amore che dimostra chi si compra una Ferrari. Steven Fry, attore, ricorda il grande Douglas Adams: "L'intelletto era la sua emozione. E l'emozione era il suo intelletto". Notevole l'intervento di Stefan Sagmeister, designer. Ha deciso di anticipare cinque anni della sua pensione e di fare altrettanti anni sabbatici durante la sua attività lavorativa. Ha capito che un anno sabbatico non si può fare se non organizzandolo molto bene. Non è un lavoro, ma più o meno… L'ultima volta è stato a Bali. Ha combattuto contro i cani selvatici, ai quali ha dedicato alcune opere di design veramente brutte, per vendetta. Per la verità non si può dimenticare di riportare il caso del disegno sul marciapiede di una piazza di Amsterdam: ha tracciato la linea e ha cominciato a riempirla con monetine. Ce ne volevano moltissime. I passanti hanno capito e contribuito. In poco tempo l'opera collettiva è stata completata. Un effetto incredibile. La difficoltà è stata quella di smaltire le monetine. Che facevano gola a moltissimi…

La sessione si conclude con Gordon Brown. Prestigio per Ted. Ancora più prestigio per Gordon Brown.

Gordon brown at #ted

Quello che non si vede? Per Andrea Ghez non si vedono i buchi neri. Ma ci sono eccome. Racconta come cento miliardi di galassie potrebbero avere al centro un buco nero. (Non è il numero dei neuroni in un cervello?). Ma quello che si vede a malapena sono le sculture di Willard Wigan: le realizza nell'occhio di uno spillo. Intanto, Joshua Silver dice che un miliardo di persone hanno bisogno di occhiali: il loro problema è soprattutto la mancanza di medici che possano dare le giuste prescrizioni; lui ha inventato un sistema per l'autodiagnosi e la distribuzione di occhiali, usando l'ottiva adattiva. Sarebbe più bello il loro mondo se potessero vederlo. Non è del tutto d'accordo James Geary ("gli specchi dovrebbero riflettere un attimo prima di mostrare quello che vedono")… L'esperto di aforismi ne spara una quantità mentre fa il giocoliere con tre palline. E spiega le regole dell'aforisma: breve, definitivo, personale, filosofico, imprevedibile. La sessione si conclude con Mark Johnson, quello di Playing for Change:

Mercoledì 22. Tutto su internet. Jonathan Zittrain: "I fondatori di internet non avevano soldi. Ma erano liberi. Perché non dovevano fare soldi". Il professore di Harvard racconta come internet funzioni sulla base di una grande gentilezza. Si è vista nel caso del salvataggio di YouTube dall'intervento del Pakistan che l'aveva bloccato in tutto il mondo. Si sono date da fare un po' di persone, senza guadagnarci nulla, e hanno risolto il problema. "E come se capitasse un incendio in una zona dove non ci sono i pompieri: sono i vicini che arrivano e spengono tutto". Wikipedia del resto è fatta per senso di civiltà, maturità e responsabilità. Meno regole, più civiltà e pace. Evgeny Morozov fa notare che è sbagliato ritenere che basti dare una tecnologia liberatoria alle persone per avere persone che si vogliono liberare: "E' un pregiudizio. Che tra l'altro non tiene conto di come stanno reagendo i governi antidemocratici. Internet abbassa i costi della protesta. Ma abbassa anche i costi della manipolazione. Lo spinternet è usato dai governi per creare spin e manipolazione. Occorre sostenere i dissidenti per sostenere la liberazione dei popoli. In quel caso internet aiuta". Stefana Broadbent aggiunge dimensioni all'analisi: "Le persone usano internet per parlare con un numero limitato di altre persone. Ci sono casi straordinari. E molti nuovi riti. C'è una nuova intimità che rompe la distinzione burocratica tra il pubblico e il privato. Prima della rivoluzione industriale la gente viveva sul suo posto di lavoro e non vedeva distinzione tra il tempo di lavoro e il tempo libero. Ora internet consente di ritrovare una sfera intima anche sul posto di lavoro. Le istituzioni che impediscono l'uso di internet ai lavoratori, li spingono in una sorta di clandestinità, perché tentano di bloccare il processo di riunificazione della sfera intima con quella pubblica". Aza Raskin mostra come l'interfaccia del web stia cambiando per diventare più umana. E Rory Sutherland riporta una massima sorridente: "La poesia è quando fai diventare nuove le cose familiari e familiari le cose nuove".

La seconda sessione è sulla natura. Cary Fowler racconta del suo combattimento a favore della conservazione della biodiversità con un archivio di specie a nord della Norvegia. Janine Benyus spiega come la natura sia geniale nelle forme della sua evoluzione: un coordinamento fantastico senza che ci sia nessun coordinatore: niente top down, tutto bottom up. Lewis Pugh conclude la sessione raccontando di quella volta che ha nuotato, in costume da bagno, nelle acque dell'artico, a meno uno gradi: "F***ing freezy"… Lo ha fatto per contribuire alla consapevolezza sul global warming.

Si passa all'algoritmo nascosto nel nostro cervello. Ne parla per esempio Rebecca Saxe: "Perché e così difficile capire quello che c'è nella mente delle altre persone? C'è una regione speciale nel cervello, chiamata Rtpj, con la quale facciamo previsioni sulle azioni altrui. E stabiliamo il giudizio morale su di esse. E' uan regione specializzata nel pensare quello che c'è nelle menti degli altri. Gli esperimenti? Si mostra una situazione: una persona offre un caffè e aggiunge lo zucchero, ma sbaglia perché sulla bustina c'è scritto zucchero, ma in realtà contiene veleno; è considerata meno male di una persona che offre un caffè e vuole aggiungere veleno, prende una bustina con scritto veleno che in realtà contiene zucchero; chi uccide per errore è meno co
lpevole di chi voleva uccidere ma per errore non riesce). Abbiamo una macchina che scombina la capacita di giudizio del cervello: le persone in quel caso giudicano più male chi effettivamente avvelena di chi non ci riesce, indipendentemente dalle intenzioni". Chris Anderson le chiede se il Pentagono non si sia fatto avanti per assumerla. Saxe risponde: "Hanno chiamato. Non ho risposto".

(Qui sotto Sagman con Aubrey de Gray)

Aubrey de gray and stefan sagmeister

Giovedì 23 luglio. Paul Romer mostra la foto del mondo di notte, con le luci delle città. I buchi più neri sono il Nord Corea e Haiti. "Il Nord Corea è scuro di notte perché è dominato dalle regole sbagliate (diverso dal Sud Corea benché sia partito dalle stesse condizioni). Haiti è scura perché non ha nessuna regola e ha un governo che non agisce. Il progetto Charter Cities serve a fondare città con le regole giuste che attivino lo sviluppo. Città con le regole giuste dove la gente possa decidere di andare a vivere. Una generalizzazione dell'idea esemplificata da Hong Kong per la Cina e poi riprodotta in più casi. Non è un neocolonialismo perché si fonda sulla libera scelta. Si potrebbe fare a Guantanamo per Cuba: non dagli Stati Uniti, che hanno una pessima immagine, ma per esempio dal Canada. E si potrebbe fare in Africa. CIttà nuove, con regole nuove, dove si trovano opportunità, sostenibilità, sicurezza, spazio. Una solzione win-win globale". Ma gli applausi sono per William Kamkwamba, del Malawi, che ha costruito un mulino per acqua ed elettricità con gli scarti che ha trovato in giro dopo aver letto due riviste scientifiche". Non a caso resta in mente la frase di Rob Hopkins: "La vita è una serie di cose alle quali non eri preparato".

Michael Pritchard sale sul palco. Presenta la Lifesaver Bottle, una bottiglia che promette di filtrare via dall’acqua ogni organismo patogeno: batteri, funghi, virus. Se diffusa potrebbe salvare la vita a 2 milioni di bambini l’anno. E lo vuole dimostrare, a Ted. L’inventore riempie una bacinella con l’acqua del River Cherwell, il fiume che attraversa Oxford, l’arricchisce con la fanghiglia raccolta in un depuratore, aggiunge liquidi scuri e maleodoranti. Mescola. Con l’orribile intruglio riempie la sua bottiglia purificatrice. Completa la procedura in pochi secondi e ne tira fuori un liquido apparentemente limpido con il quale riempie un bicchiere. Stoicamente, beve. E lo offre di sorpresa a Chris Anderson, il fondatore di Ted. I 700 spettatori trattengono il fiato. Anderson, titubante, beve. Poi commenta: «Hai portato la mia fiducia nella comunità di Ted a un nuovo livello». Distensione. Risa. Applausi. (Rivisto il giorno dopo, Anderson stava bene).

Emmanuel jalMisha Glenny e Loretta Napoleoni raccontano l'economia della mafia e del terrorismo. Una realtà parallela. Che è tra noi.

Ted è anche e soprattutto una cassa di risonanza per progetti umanamente sensati e molto difficili da realizzare. Ma che, se riescono, possono liberare le forze culturali e imprenditoriali necessarie ad affrontare in modo radicalmente nuovo problemi enormi. "Se c’è qualcosa per cui sono disposto a morire è l’educazione dei bambini africani" afferma accorato Emmanuel Jal, artista hip hop ed ex bambino-soldato sudanese. "Il mio progetto è costruire una scuola. La mia musica è per contribuire a questo obiettivo. E del resto, per noi in Africa, la musica è lo strumento con il quale i giovani si trasmettono le informazioni".

Il finale, in mancanza di appunti, quello che ho già pubblicato su Twitter (per i contributi ricchissimi dei vari twittatori da Ted basta andare sulla search di Twitter e cercare #TED):

Ross lovegrove: Design must link to evolution

Bernard piccard: on a ballon you go higher by getting rid of unuseful heavy things; and not only on ballons..

Wireless power done via clever use of magnetic induction and tuned resonance. Beautifully obvious in handsight. Brilliant

The empires of the future are the empires of the mind. W Churchill.

Parag Khanna. 100 countries in 1945. 200 countries today.

Ronald reagan apparently said "they say hard work doesn't do you any harm but why risk it?"

Venerdì 24 luglio.

Carolyn Steel: cities are a shaped by the network that connect who lives there to their sources of food. But Lorenzetti..

Carolyn Steel: Lorenzetti has painted the good government as a sustainable esosystem in which city and country serve each other

Carolyn Steel: cities are shaped by the networks that link those that live there to their sources of food

Bjarke ingels: yes is more

Bjarke ingels: i saw him in munich at ddl; he is fun and a very good architect

Bjarke ingels: a wonderful project in azerbeijan.. An ecological city on a desert island.

Magnus larsson: forgotten desertification.. Too slow to get into the news..

Daniel Pink: economics of motivation..

Dabiel Pink: business don't know what science knows about incentives

Daniel Pink: incentives work about problems that need focus on a clear goal. In problems that need thinking you need ti look at borders

Daniel Pink: motivate by autonomy mastery
purpose

Itay Talgam: different styles for conducting orchestras.. Wonderful speech! Musicians are the conductor's instruments or partners?

Daniel Birnbaum: what defines art after old frames disappeared? The city (Venice?), the curator (?), the making.. (experimenting, unseen..)

Daniel Birnbaum: en exposition is a medium in itself.. A body experience..

Paulus Terwitte: are you real? What are you doing? Nothing.. Where are you? What do you want to find? The inner sound of things..

Chris
Anderson's Ted is a publisher that thinks at the theater and the web as
its platform (thus it's not worried about paper) – imho

(La chanteuse du Ted: Imogen Heap)

Imogen heap #ted