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La sicurezza nei media

L'Osservatorio di Pavia e Demos per Fondazione Unipolis hanno aggiornato la ricerca sulla relazione tra la percezione di insicurezza degli italiani, i fatti e i servizi giornalistici proposti dai telegiornali. Il risultato è chiaro: lo stato di paura della criminalità degli italiani varia poco in funzione dei fatti e molto in funzione del numero di servizi offerti in materia dai telegiornali. (Qui il pdf della ricerca)

Un passaggio della ricerca:

"L’analisi delle notizie sulla criminalità proposte dai Tg prime time nel periodo 2005-2009,
condotta in base al numero, fornisce alcune indicazioni interessanti:
− non esiste correlazione tra l’andamento dei reati denunciati e il numero di notizie sulla
criminalità;
− esiste, invece, una forte correlazione tra il numero di notizie di reati e la percezione della
criminalità;
− tra il 2007 e il 2008 si è assistito ad una “bolla dell’insicurezza mediatica” prodotta da una
forte crescita della percezione della criminalità e delle notizie di reati, anche se in presenza
di una loro leggera diminuzione;
− nel 2009 si torna alla “normalità”; cioè, ai dati della fase 2005-2006, precedente alla bolla
criminalità".

E' un caso istruttivo. Perché mette in relazione lo spazio dedicato a un argomento dai telegiornali e l'importanza attribuita a quell'argomento dagli italiani.