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Il rischio di non pensare il futuro

Le aziende sanno gestire il rischio, ma oggi la sfida e fronteggiare l’incertezza. Il rischio si calcola prendendo in considerazione alternative ben definite: l’incertezza deriva dalla possibilità che si verifichino fatti non immaginati. Katynka Barysh, direttore per le relazioni politiche all’Allianz, il gigante delle assicurazioni tedesco, ha suggerito una riflessione in materia, commentando la grande trasformazione che caratterizza la politica, l’economia e l’ecologia del mondo contemporaneo. E se ne è discusso nel corso di una formidabile conferenza organizzata dall’Aspen a Venezia il 6-7 marzo scorso.

Le aziende sanno calcolare i rischi. Il problema è che spesso subiscono l’incertezza. Per le imprese sarebbe paralizzante limitarsi a sperare che la politica si occupi dell’incertezza provocata dalla trasformazione politica o dal condizionamento climatico. In realtà, si tratta di riorganizzare l’agenda per attrezzarla a fronteggiare l’incertezza. Lucy Marcus, ceo di Marcus Venture Consulting amplia il discorso osservando che esistono «cose che sappiamo di non sapere» e «cose che non sappiamo di non sapere»: le aziende devono investire per prepararsi sia alle prime che alle seconde. Il suo suggerimento è organizzativo: fare ricerca con metodo aperto alle nuove idee, uscire dai percorsi familiari, investire nell’esplorazione dell’inimmaginabile, accettando il fatto che i settori tradizionali e le classificazioni disciplinari abituali non reggono di fronte alla trasformazione.
Tutto questo serve a costruire un ponte tra la cultura del rischio, un valore tradizionale dell’impresa, e la cultura della visione, una capacità che le imprese rischiano di considerare più filosofica che concretamente operativa. 
In realtà, il business si sviluppa intorno alla visione del futuro: e fa la differenza se questa visione del futuro è esplicita o implicita, pensata o temuta, oppure costruita e governata. Il metodo con il quale si lavora per immaginare il futuro è determinante per il successo del business nel tempo.
Pubblicato su Nòva il 15 marzo 2015