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La classifica sociale delle imprese

Fortune ha lanciato una ricerca sull’impatto sociale delle aziende. E ne trae una classifica annuale. È un’innovazione narrativa per quanto riguarda il successo delle imprese. La sua classica “Fortune 500” è basata sulla dimensione delle aziende in termini di fatturato e dunque crea una storia nella quale vince chi diventa più grosso degli altri, con qualunque mezzo. La narrazione è importante: le decisioni sono tese a perseguire un percorso di successo all’interno di una precisa narrazione. Ebbene: creare una storia nella quale non vince chi è grosso ma chi ha un impatto positivo sulla società può avere a sua volta impatto. Certo, tutto dipende dal criterio con il quale si stabilisce la classifica. Fortune ha intelligentemente deciso di usare tre grandi insiemi di parametri: 1. l’impatto sociale deve essere misurabile e avere una certa durata nel tempo; 2. l’impatto sociale deve avere un effetto positivo e misurabile sui conti dell’azienda; 3. l’impatto sociale deve essere il risultato di un’azione innovativa. Ovviamente l’obiettivo sociale da perseguire è deciso dall’azienda. Per esempio l’Enel, la prima delle italiane in classifica e la prima delle utility, si è data come obiettivo di diventare completamente neutrale dal punto di vista delle emissioni di CO2 entro il 2050. Nel 2015 l’Enel produceva solo il 46% dell’energia senza emissioni. Per raggiungere l’obiettivo deve innovare e per questo collabora in 80 progetti orientati alla sostenibilità e portati avanti da startup in giro per il mondo. In questo modo sta anche internazionalizzando il suo business nella convinzione che la sua stessa sostenibilità dipenda dalla sua capacità di acquisire una competenza di livello mondiale nella soluzione di problemi di produzione di energia a basso impatto ambientale. In cima alla classifica di quest’anno ci sono JpMorgan Chase, Dsm, Apple. Ogni classifica può essere controversa. Ma questa comunque offre una prospettiva innovativa sul compito delle imprese e sul loro successo.

Articolo pubblicato su Nòva il 10 settembre 2017