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Piccole informatiche crescono, un po’

I dati pubblicati in queste pagine offrono un’immagine incoraggiante dello stato di salute digitale delle piccole imprese italiane che operano nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Nel senso che hanno recuperato posizioni in quanto a utilizzo del web e della cloud. È soltanto l’inizio di una necessaria modernizzazione. Che può avvenire per lo stesso motivo per cui il cloud computing è stato finalmente adottato: è facile riorganizzare il flusso di produzione e la relazione con la domanda, sulla base di applicazioni sempre meno costose, sempre più standard e attivabili velocemente. E queste a loro volta possono diventare prodotti da implementare a favore dei clienti, in modo sistematico. Di fatto, si tratta di favorire la conoscenza tra le piccole aziende che operano nel mercato italiano dell’esistenza di soluzioni che abilitano le imprese a modernizzarsi. Sul cloud, appunto, si è capito. Un tempo ci voleva qualcuno che si occupasse dei server: oggi basta scegliere un servizio online. Un tempo si adottavano sistemi di controllo informatici scritti apposta per ciascuna azienda e fondati su una metafora gerarchica per il monitoraggio dei flussi: oggi si gestiscono le assunzioni, le squadre di lavoro, gli sviluppatori che servono di volta in volta, i meeting, le scelte di priorità e i programmi di task personali e di gruppo usando varie piattaforme, come Slack e Trello. Un tempo si programmavano i sistemi di reportistica: oggi ci sono dashboard che consentono di conoscere tutti i dati aziendali a colpo d’occhio, mostrando magari anche i pattner emergenti. Inoltre, le relazioni con i clienti sono basate su piattaforme che aiutano a tenere insieme i contatti sui mille canali che ci sono, dalle chat ai social, dalla pubblicità ai nuovi “call center” online arricchiti da software per le risposte automatiche. E così via. Le piccole imprese dell’ict italiane possono aiutare le aziende italiane a modernizzarsi con facilità, mentre studiano le loro prossime specializzazioni. Già, perché si affaccia
all’orizzonte una nuova accelerazione: machine learning, internet delle cose, robotica. Le imprese italiane, specie le piccole, hanno bisogno di partner agili e dedicati che le aiutino prima di tutto a conoscere le opportunità e poi ad adottarle in modo agile e standardizzato. Questo genere di compito è essenziale. E può generare un valore straordinario.

Articolo pubblicato su Nòva il 27 settembre 2017