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Piattaforme europee

In condizioni di asimmetria nell’accesso alle informazioni non è possibile la concorrenza: e secondo il Nobel dell’economia Joseph Stiglitz questo problema non si corregge gradualmente aumentando un po’ alla volta la parità d’accesso alle informazioni. In realtà, per Stiglitz, l’equità nell’accesso alle informazioni è un fenomeno discreto tale che in assenza di un uguale accesso all’informazione non ci può essere nessuna concorrenza perfetta, nel senso previsto dal modello neoclassico tradizionale. Internet poteva servire a distribuire equamente l’informazione. E per certi versi lo ha fatto. Ma per quanto attiene ai dati, forme elementari di informazione generate da una quantità incredibile di fatti registrati in rete, le piattaforme che si sono sviluppate hanno generato una distribuzione nettamente più concentrata. Questo problema sembra destinato a far convergere il dibattito sulla protezione dei dati personali e il dibattito sulle iniziative delle autorità antitrust a tutela della concorrenza. Come spesso succede in questa epoca di innovazione accelerata, però, la velocità con la quale la società comprende i problemi e formula soluzioni collettivamente accettabili va sincronizzata meglio con i fenomeni che originano quei problemi. Per rispondere a questa esigenza emerge un approccio ecologico, dunque strategico: per il quale non si cerca di indirizzare ogni singolo problema ma si sviluppa una consapevolezza sistemica e si tenta di dare una forma al contesto abilitante tale da incentivare l’emergere dei fenomeni desiderati. In questo approccio è fondamentale che venga salvaguardata la libertà di innovare per creare nuove piattaforme fondate su presupposti migliori dal punto di vista dell’equità nell’accesso ai dati. L’Europa è restata indietro finora per le piattaforme destinate ai consumatori ma può fare meglio per quelle dedicate al lavoro, nell’ambito dell’industria 4.0. Il che può costituire una premessa per l’unità di intenti della quale l’Europa ha estremo bisogno.

Articolo pubblicato su Nòva l’8 ottobre 2017