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Sorprese d’acciaio

La produzione di acciaio è diventata una frontiera dell’innovazione, per i materiali, i processi, il rapporto equilibrato con l’ambiente. Come ogni settore che tenta dare una profonda svolta alle sue abitudini, non sempre riesce a realizzare i risultati attesi. Ma, in Italia, l’acciaio sta attraversando una trasformazione: dalla competizione perdente sui costi si sta avviando verso la competizione potenzialmente vincente sul valore. La customizzazione della produzione, la manutenzione predittiva basata sull’analisi dei dati, la specializzazione dei prodotti in relazione all’evoluzione delle esistenze dei clienti, sempre più sofisticati, sono altrettante possibili aree di differenziazione e aumento del valore aggiunto. Lo studio “Stati generali dell’acciaio”, voluto da Siderweb e discusso a Made in Steel la scorsa settimana, lo ha dimostrato. Antonio Marcegaglia ha portato l’esperienza di un’azienda che ha saputo lanciarsi in una profonda revisione dei suoi modelli produttivi e organizzativi. Alberto Bregante, ceo di Sms Innse, ha mostrato come la collaborazione tra gli specialisti dell’impiantistica, connessi alla filiera tedesca, e i produttori di acciaio anche in Italia sta si sta trasformando dalla fornitura alla partnership. L’industria 4.0 è una realtà in pieno sviluppo nell’acciaio. E non è necessariamente una minaccia per l’occupazione. Anzi: per Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl, l’occupazione è piuttosto minacciata dall’arretratezza tecnologica, come dimostra il declino di un settore che era stato grande cliente della filiera dell’acciaio, come gli elettrodomestici. Carlo Mapelli, docente del Politecnico di Milano, ha osservato che la progettazione dei robot non è sempre pensata con lo scopo di sostituire gli umani: spesso invece ne aumenta la produttività. È il caso degli esoscheletri che aumentano la capacità muscolare degli umani. O è il caso dei robot che svolgono mansioni troppo pericolose per gli umani. In tutto questo, l’Italia è in corsa.

Articolo pubblicato su Nòva il 21 maggio 2017