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Utopia realizzabile. Un social network a dimensione umana

Wiki Tribune è passata in una settimana da 1.500 utenti a 25mila. Il nuovo social network lanciato da Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, sta cominciando a interessare. L’idea è folle. Wales lo ammette. Ma l’obiettivo è «sostituire» Facebook.

All’inizio, nessuno poteva scommettere che Wikipedia avrebbe sostituito l’enciclopedia Britannica e molte altre antiche istituzioni analoghe. E, per questo, quanto Wales parla, le persone ascoltano. Va anche ricordato che, proprio per questo, all’inzio molti avevano dato credito a WikiNews, un’altra impresa di Wales per creare notizie attraverso la collaborazione dei cittadini. Ma WikiNews non ha avuto successo. Insomma: che sarà di Wiki Tribune?

Un punto di partenza per rispondere è chiedere all’autore di questo progetto. E leggere quello che dice online. «Wiki Tribune funziona sulla base del concetto di comunità» racconta Wales al Sole, nel corso del recente Wobi di Milano. «I social network esistenti funzionano solo in base al modello pubblicitario. Questo conduce quelle piattaforme a cercare di creare dipendenza negli utenti. Il modello richiede che gli utenti stiano sul sito il più a lungo possibile e lo consultino il più spesso possibile. Il che incentiva tutto ciò che riesce in questo intento, comprese le frasi offensive, i discorsi radicali, le notizie false e sorprendenti. Incentiva qualunche cosa salvo la fioritura della dimensione umana».

La dimensione della comunità è sempre più citata come soluzione, in un contesto storico nel quale l’efficienza del capitalismo finanziario e la legittimità degli stati sono messi in discussione. Lo dimostra anche l’attenzione suscitata dal libro di Raghuram Rajan, “Il terzo pilastro” (Università Bocconi Editore, 2019). L’ex capo economista del Fondo monetario internazionale ed ex governatore della Banca centrale indiana suggerisce che per equilibrare un sistema totalmente fondato sulle transazioni, economiche o elettorali, occorre ritrovare l’importanza delle relazioni umane, quelle che sono evidenti nella dimensione della comunità. Il problema è che la comunità non riesce sempre a scalare…

Wales lo ammette: «La comunità è fatta di persone che si conoscono, che hanno una relazione di lunga durata, che si incontrano». Eppure per avere un impatto la dimensione di comunità deve crescere. «In realtà le piattaforme digitali non possono certo creare comunità di milioni di persone. Ma possono accrescere le opportunità per coltivare le relazioni nelle comunità alle quali partecipano. Il problema è che il design di quelle piattaforme, il loro modello di business, influenza il modo in cui le persone si connettono alle comunità e si comportano nei confronti delle altre persone. Facebook mappa le comunità esistenti. Twitter fa trovare persone nuove. Ma solo una struttura come Wikipedia alimenta il senso, il significato profondo della comunità, in quel caso la comunità di coloro che condividono un progetto enciclopedico».

Perché dunque Wiki Tribune dovrebbe funzionare? Non certo perché è migliore tecnicamente di Facebook: non lo è. Basta iscriversi e provarla. «Il motivo per usare Wiki Tribune in questo momento è semplicemente quello di far crescere una piattaforma che non nasce per creare dipendenza ma per liberare la capacità delle persone di sviluppare relazioni umane. A chi partecipa, chiediamo supporto economico a chi lo vuole offrire e chiediamo a tutti di invitare altri utenti per far crescere il valore della partecipazione». Wiki Tribune sta crescendo. Grazie al suo fondatore e allo spirito che aleggia tra coloro che lo vogliono aiutare. La comunità non può scalare. Ma una piattaforma fatta per rafforzare l’impatto e la qualità della comunità ha senso.

Articolo pubblicato su Nòva il 10 novembre 2019