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Risorse europee per la qualità dell’informazione

Era novembre 2019 quando Abhijit V. Banerjee ed Esther Duflo, premi Nobel per l’economia, pubblicavano “Una buona economia per tempi difficili” (traduzione Laterza 2020). L’arrivo dei tempi difficili non si è fatto attendere, sempre che ne esistano di facili. Per impostare il problema, gli autori scrivevano: «Viviamo in un’epoca di crescente polarizzazione». E continuavano: «La democrazia può convivere con il dissenso, fintanto che c’è rispetto da entrambe le parti. Ma il rispetto richiede un certo grado di comprensione reciproca. Quello che preoccupa, oggi, è che lo spazio per una conversazione rispettosa sembra restringersi».

La strategia europea per la prossima generazione è fondata sull’innovazione per la sostenibilità. Le scelte che l’Europa compie oggi avranno conseguenze di lunga durata. Nel bene o nel male. Se sono condotte sulla scorta di opinioni polarizzate, la loro prospettiva si accorcia. Se le scelte sono comprese nella sostanza dai sostenitori di diverse posizioni politiche, perché questi si rispettano, hanno più probabilità di avere conseguenze durevoli. Il rispetto tra le parti ha bisogno di qualità dell’informazione. È un capitolo di investimento per la prossima generazione di europei che meriterebbe maggiore attenzione.

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