Luca De Biase -

14/05/08

Sms: costi astronomici

Nigel Bannister, scienziato spaziale della University of Leicester, ha calcolato che usare gli sms costa di più che accedere ai dati del telescopio Hubble. Link: SMS costs more than using Hubble Space Telescope | The Register.

06/05/08

Alla prova delle foto digitali

Davvero curiosa questa storia delle foto degli arrestati di Verona. Le stesse foto digitali. Ma in alcune hanno una sorta di orecchino nero. In altre no. Grazie a Mantellini. Link: MANTEBLOG, il weblog di Massimo Mantellini.

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05/05/08

Pangea Day: 10 maggio

Il più bel post che ho visto sul Pangea Day. L'entusiasmo non è una brutta cosa... Link: Lunch over IP: May 10, Pangea Day: Don't Miss The Global Campfire.

04/05/08

Microsoft-Yahoo! Meglio così

Niente fusione Microsoft-Yahoo! Meglio così.

Era un'idea imponente. Ma avrebbe avuto conseguenze assurdamente pesanti per migliaia di persone. Due culture così diverse non si sarebbero integrate: la gente della Silicon Valley non avrebbe mai riconosciuto alcuna autorità ai ragazzi di Redmond; ma quelli di Redmond non avrebbero rinunciato al diritto di farsi valere con le loro tecnologie. Sarebbe stata una colonizzazione faticosa e difficile. Vagamente assurda, poi. Gli utenti  probabilmente non si sarebbero ritrovati nel nuovo contesto. Le duplicazioni tecnologiche avrebbero portato a scelte drammatiche. I sospetti sulle mosse anti-concorrenziali del nuovo gigante si sarebbero moltiplicati...

02/05/08

Intelligentizzazione

Il concetto di globalizzazione non serve a individuare il fenomeno portante del cambiamento che il mondo attraversa in questa epoca storica. L'idea è espressa in modo semplice e significativo da David Brooks sul New York Times.

Le dinamiche della globalizzazione generano conseguenze clamorose. Ma deviano l'attenzione dai problemi più importanti. La globalizzazione in fondo è partita da secoli. E viaggia sulle ali dei grandi mezzi di trasporto e di comunicazione, con maggiore o minore velocità a seconda che il pianeta sia governato dalla pace e da sistemi politici aperti, oppure dalla guerra e da sistemi politici chiusi.

L'accelerazione di questi tempi sembra, dice Brooks, molto più legata alla dinamica della tecnologia. Ma puntare l'indice sulla globalizzazione è comodo per i politici che possono dare la colpa al resto del mondo per i problemi locali. Mentre porre l'accento sulla tecnologia sottolinea le capacità o incapacità locali a prendere il ritmo dello sviluppo globale.

E quello che conta da questo punto di vista è la trasformazione delle capacità richieste alle persone e alle popolazioni per stare al passo e vivere da protagonisti la contemporaneità. Brooks cita il concetto di "skills revolution". E' la conseguenza dell'avvento dell'epoca cognitiva, dell'economia della conoscenza. Per lavorare bene le persone devono imparare ad assorbire, elaborare e combinare sempre meglio le informazioni. Il che avverrebbe anche se ci fosse un arretramento o un rallentamento della globalizzazione.

Dice Brooks: "The globalization paradigm emphasizes the fact that information can now travel 15,000 miles in an instant. But the most important part of information’s journey is the last few inches — the space between a person’s eyes or ears and the various regions of the brain".

Nell'epoca cognitiva, il paradigma fondamentale non è quello economico o politico, è quello culturale. Gli investimenti nel cosiddetto capitale umano sono quelli che contano. La ricerca nell'ambito della psicologia, dell'antropologia, della pedagogia diventa strategica. Le sorgenti della prosperità sono le idee. E chi genera le idee sono le persone: non i loro ruoli sociali, non le loro mansioni aziendali, non la loro posizione reddituale. Sono le persone nella loro interezza. Le idee viaggiano tra loro quando lavorano come quando chiacchierano al bar; si elaborano quando scrivono un ppt come quando ascoltano musica; si combinano quando fanno una riunione strutturata come quando incontrano persone diverse in occasione di eventi formativi o sociali informali. Questo significa che molte delle abitudini e delle convenzioni che hanno caratterizzato l'epoca industriale stanno finendo. E che chi non si muove con convinzione in questa direzione rischia di viaggiare con il freno tirato.

A essere ottimisti, invece di globalizzazione potremmo parlare di "intelligentizzazione".

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Non-violenza marketing

Guerriglia marketing. Target dei consumatori. Colpire il telespettatore. Le parole del vecchio marketing erano sempre guerrafondaie. Ma se i consumatori stanno smettendo di essere soggetti passivi impareranno a non farsi sparare dal marketing. E il marketing imparerà a essere non-violento.

Secondo me questo video con una lezione di Howard Rheingold è un link da segnalare in proposito...

"Provami che meriti fiducia. E io collaborerò".

"Quali forme di sofferenza potrebbero essere alleviate, quali forme di ricchezza potrebbero essere create, se solo imparassimo di più in tema di collaborazione".

WcNet: pc e batteri

Un'associazione di consumatori ha scoperto che molte tastiere per computer sono, microbiologicamente, più sporche di molte toilette... Se si vuole avere un altro motivo di ansia basta pensare che le tastiere in ufficio assorbono batteri e virus tanto da diventare addirittura mezzo di contagio. Link: BBC NEWS | UK | Keyboards 'dirtier than a toilet'.

Clone di Mac

Esiste davvero, dicono qui. Il clone del Mac però non funziona per se si vogliono fare i periodici aggiornamenti del software Apple. Un po' come gli iPhone crackati. Link: Video: Psystar unboxing | Between the Lines | ZDNet.com.

30/04/08

Il misterioso calcolo del valore d'uso della rete

Di bolla in bolla, di crisi in crisi, il valore finanziario delle imprese internettiane si avvicina al loro valore d’uso. Certo, le quotazioni di Google, o di eBay, restano volatili mentre la percezione di utilità di quei servizi presenta probabilmente un andamento più semplice.

Ma questo non stupisce, perché la finanza vive di movimento e non si può accontentare di calcolare una volta per tutte il valore delle cose. Il che pone comunque un problema: come si calcola il valore di un investimento per un servizio internet?

A differenza di qualche anno fa, è ormai diventato chiaro che c’è una ragione se Google vale 147 miliardi di dollari: ne fattura 16 e ne fa oltre 4 di utili, ma soprattutto è estremamente utile. Ma quest’ultimo dato, quello decisivo, come vi misura? Non siamo più nel periodo in cui gli analisti si arrampicavano sugli specchi per dimostrare che le aziende internettiane valevano molto nonostante che non guadagnassero nulla. Quell’epoca è stata superata anche perché, mentre la finanza si gonfiava ed esplodeva senza tener conto della vita reale, le persone scoprivano con molta razionalità il valore d’uso della rete. Nel frattempo però in mancanza di un serio sistema incentivante alternativo a quello finanziario, non è nato un sistema per valutare lo sforzo che un’azienda deve fare per stare correttamente su internet. Con la conseguenza che la maggior parte delle imprese adotta la regola spannometrica di spendere il meno possibile per fare quello che sembra assolutamente necessario. Il che non basta. È ormai giunto il momento di sviluppare metodi di valutazione dei servizi online che tengano conto delle loro conseguenze economiche reali.

Esempi? Un servizio di autobus che non abbia un sito che consenta ai cittadini di costruirsi un percorso e calcolarsi i tempi di spostamento, magari anche con il cellulare, perde o guadagna? Guadagna perché non spende soldi. Ma perde opportunità di business: se le persone non conoscono il servizio non lo usano. E se le persone non sanno che esiste un sito che consente di esplorare nuovi utilizzi della rete dei trasporti urbani, continuano a usare solo le solite linee. A Roma e a Milano, a Bologna e a Torino, come in molte altre città, l’uso dell’autobus è sostenuto da un buon sito. Che sarà più utilizzato se sarà pubblicizzato e se entrerà meglio nell’ecosistema dell’informazione locale.

Ma come si valutano gli investimenti in materia? Fare informazione di servizio, per le imprese, è ormai parte integrante del business. La valutazione del ritorno economico sull’impegno nei servizi informativi ai cittadini è un aspetto della ricerca sul bilancio che ha buoni motivi per sviluppparsi.

Google e gli oceani a 3D

La rivincita della geografia. La copertina di Nòva di un paio d'anni fa continua con le mappe di Google. Sempre più tridimensionali. Ora il tema è la mappatura degli oceani. A tre dimensioni. Link: Google diving into 3D mapping of oceans | Tech news blog - CNET News.com.

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