"Social nerwork"

Nel libro di Nòva-Sole24Ore su Facebook si trova l’errore-neologismo "social nerwork"… Questo ha scatenato su Facebook e in giro una caccia alla interpretazione…  Si parla di "lavoro nero", "lavoro per nerd", "logorio del lavoro moderno","new ethic relationship work", oppure "trovarsi nel lavoro alla romana"… Qui si propone ancora "sistema nervoso sociale"… 🙂

  • Roberto Domenichini |

    Tentiamo di andare oltre ciò che appare e che ci vogliono far vedere.
    (Anteprima di un articolo che verrà pubblicato su soldionline).
    Alla radice di qualsiasi problema economico
    Leggendo i vari sondaggi riportati su Soldionline ma soprattutto leggendo attentamente i commenti di ciascuno di voi mi sono formato un’opinione, criticabilissima, sull’origine dei mali che attanagliano l’economia mondiale.
    Spesso pensiamo che una certa politica, fiscale o monetaria, sia il vero problema che metta in ginocchio le persone meno abbienti.
    Personalmente non ne farei una questione di politica, ovvero di scelta, tra x o y ma cercherei le cause che stanno alla radice della rovina e delle catastrofi passeggere di un sistema che da quando è nato si è ciclicamente inviluppato su se stesso.
    Nei dibattiti televisivi si alternano “putribondi figuri”, politici, sindacati, pseudo-imprenditori, ecc. a litigare e a rinfacciarsi di tutto e di più: quando eravamo noi al governo…. si ma voi la tassa sulla stupidità…….la nostra proposta e quindi….. Mi sembra di ascoltare l’assessore di Zelig che almeno, dicendo le stesse cose dei putribondi, viene pagato come comico.
    Da lì si comprende appieno l’origine dei mali economici da loro stessi dichiarati e riconosciuti.
    Peccato che non ne sappiano analizzare le cause.
    Questo commento vuole andare oltre le cause della politica fiscale e/o monetaria, in quanto da quello che cercherò di proporre si creerà l’unico sistema economico che a parer mio possa funzionare pur sempre con margini di errore (impossibile).
    Veniamo al dunque.
    La natura umana è per definizione “buona” o “cattiva” anche se l’apostolo Paolo ci ammonisce con le seguenti parole: “Quando voglio fare il bene dal male vengo sovrastato”.
    Pur concordando con l’apostolo Paolo vorrei ugualmente lasciare il beneficio del dubbio sul fatto che qualcuno possa anche essere motivato, nelle sue azioni, dai sentimenti più nobili. Mi sto riferendo ovviamente ai putribondi. Supponiamo che le loro scelte in materia economica siano dettate dal desiderio di migliorare le condizioni di ogni cittadino.
    In poche parole sto dichiarando che queste persone, i putribondi, siano in buona fede.
    Ma possedere la buona fede ci porta necessariamente a conoscere la verità?
    No!
    Pur essendo in buona fede potremmo commettere danni superiori a chi è in mala fede e conosce le cose.
    Soluzione?
    Essere in buona fede e conoscere le cose!
    Eccomi a voi dunque.
    Lasciamo da una parte i “buoni” che subiscono sempre lasciando loro la possibilità di scendere in piazza a gridare tutto il rancore che parte da dentro. Sappiamo tutti che queste “discese” in piazza non servono a niente.
    Anche perché mentre scendi in piazza i putribondi ti stanno già preparando il nuovo missile che farà più male anche se te ne accorgerai troppo tardi. E quindi scenderai di nuovo in piazza mentre i putribondi…….
    Allora non ci rimane che un’unica soluzione: creare leggi tali per cui i buoni le rispettino per definizione e i putribondi per convenienza.
    Mi spiego meglio.
    Purtoppo le leggi attuali sono tutte ispirate dal concetto di obbligo e punizione. In poche parole la legge ti dice: se non fai, o se fai, allora ti punisco con multe, arresti, reclusioni, ecc.
    Ecco il nocciolo della questione: lo spirito delle leggi!
    Se tu mi obblighi già mi infastidisci. Se oltre all’obbligo mi punisci allora oltre al fastidio ti rispondo con la nascita di una banca centrale, un coefficiente di riserva al 2%, distruzione del paesaggio naturale, il tracollo di Alitalia, il voto di scambio, il baronato universitario, ecc.
    Proviamo con la mia proposta.
    La legge deve essere ispirata alla creazione di un comportamento che, per quanto egoista e cattivo, porti il putribondo a rispettarla perché è nel suo interesse.
    Non ti obbligo e non ti punisco ma ti creo le condizioni, a te inconsciamente favorevoli, per farti comportare nel migliore dei modi. In poche parole faccio leva sui tuoi sentimenti ignobili per creare un sistema meritocratico.
    Facciamo un esempio con lo spirito della legge attuale e con la proposta alternativa di una legge che agisca direttamente sulla natura umana imperfetta. Prendiamo il caso del baronato universitario.
    1) Se il concorso per assumere un ricercatore è stato truccato allora ti punisco con la reclusione fino a 4 anni di carcere. E’ ovvio che il putribondo cercherà la scappatoia per fregarsene altamente della legge. Inizierà a calcolare i costi e i benefici dell’introdurre come ricercatore un suo amico. Già immagino i suoi pensieri: “Dunque, tenuto conto dell’indulto e che il trucco del concorso è tutto da dimostrare, e che la legge numero **** mi tutela e visti i tempi giurassici della “giustizia” mi conviene truccare il concorso.
    2) Assumi chi vuoi e ti finanzio. Dopo un anno leggo i risultati delle ricerche, sempre che siano state prodotte, e ti rifinanzio oppure ciccia. Sembrerebbe una punizione. In realtà il putribondo è libero di prendere chi vuole. Ma se vuole continuare a prendere i soldi, vedete che è libero di scegliere senza punirlo, dovrà giocoforza attorniarsi di persone competenti. Sarà nel suo interesse prendersi tutti i soldi delle ricerche effettuate e i soldi di chi non ha prodotto nulla. Vedrete come si faranno la lotta tra loro per avere i migliori ricercatori! E tutto senza obbligarli o punirli.
    Cari lettori, la natura umana è una brutta bestia, ma con un pizzico di buon senso è possibile tenerla a bada nell’interesse dell’intera collettività!
    Roberto Domenichini
    robixyz@inwind.it

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