La politica del futuro è il futuro della politica

Da un articolo uscito su Nòva l’11 aprile 2021 e su 24+ intitolato: “Il governo della tecnologia nella crisi: fare politica è studiare il futuro” – La biotecnologia avanza. Il computer quantistico funziona. Come guidare l’innovazione verso obiettivi socialmente significativi?
Come si deve governare la tecnologia? Quanto la tecnologia governa la politica? È il tema del recente Global Technology Governance Summit del World Economic Forum. Domande un po’ datate forse ma ancora urgenti in un momento in cui la gestione quotidiana della cosa pubblica non è più guidata dagli economisti ma dagli esperti di tecnologie sanitarie. Il problema è che le risposte diventano sempre più difficili. Perché se fino a qualche anno fa la tecnologia sembrava veloce, oggi sta accelerando.
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La storia non si ripete, ma alcune dinamiche del passato durano. Anche la crisi del Trecento, che interruppe una secolare fase di espansione in Europa, fu in effetti dovuta anche al raggiunto limite tecnologico nella produzione agricola: una popolazione in crescita importante che produceva con tecniche antiche non trovava di meglio che coltivare sempre nuove terre. Ma a un certo punto questa forma di espansione non riuscì a continuare perché le nuove terre erano sempre più rare e meno fertili. Occorreva un balzo. La crisi, con il dimezzamento della popolazione per guerre, carestie e pestilenze, fu accompagnata da nuove abitudini di consumo e nuove tecniche di sfruttamento del terreno, che riuscì a decollare perché si posero le basi di un nuovo modello di sviluppo, nel quale non secondaria fu la crescita importante del salario dei lavoratori agricoli. Il Rinascimento fu una delle conseguenze di quel passaggio epocale, che purtroppo qui non può che essere brevemente evocato. Seguirono altre crisi e altri balzi: Controriforma, illuminismo, rivoluzione industriale e così via. La storia insegna a non guardare ai fenomeni come se fossero semplici tacche sulla linea del tempo, ma manifestazioni evolutive complesse.

Oggi uno spettacolare balzo tecnologico è in atto. Sarà accolto e valorizzato però soltanto se accompagnato da un ripensamento del contesto socio-economico. Un nuovo modello di sviluppo è probabilmente in via di sperimentazione. È sano dal punto di vista ambientale, innovativo dal punto di vista tecnico e inclusivo dal punto di vista sociale.